La Porta Rossa: presentata la seconda stagione della Fiction con Lino Guanciale commissario fantasma

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La Porta Rossa: presentata la seconda stagione della Fiction con Lino Guanciale commissario fantasma

Una data da segnare sul calendario degli appuntamenti con il buon intrattenimento è il 13 febbraio, giorno in cui, su Rai 2, il fantasma più tormentato della tv italiana che un po' ci ricorda il personaggio di Patrick Swayze in Ghost tornerà accanto a familiari e colleghi per impedire una nuova tragedia.
Dopo il successo di una prima stagione che ha tenuto incollati al piccolo schermo oltre tre milioni di spettatori, Lino Guanciale è di nuovo il commissario Leonardo Cagliostro nella seconda stagione de La porta rossa.

Invece di varcare la soglia che ci separa dall'aldilà, l'antieroe dagli occhi azzurri e il fiuto di un segugio si ferma ancora un po’ tra i vivi. Ha sempre il cappotto, il maglione grigio e i capelli un po’ arruffati, oltre a un'aria fra il dolente e l'arrabbiato che lo rende irresistibile. Lo vedremo, in dodici episodi, insieme a sua moglie Anna, alla giovane sensitiva Vanessa, ai poliziotti Diego Paoletto e Stella Mariani, al perfido Rambelli, al misterioso Jonas e a una serie di personaggi nuovi che nascono dalla fertile immaginazione di Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi. La regia è sempre di Carmine Elia, che insieme al numeroso cast e agli sceneggiatori ha raccontato questa mattina alla stampa qualcosa della nuova stagione. A a fare gli onori di casa è stato però il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, che ha parlato della nascita de La porta rossa:  "Il nostro desiderio era inserirci nel grande flusso della serialità moderna, internazionale. Pensiamo di esserci riusciti. La seconda stagione de La porta rossa nasce dopo la grande popolarità della prima, che ha avuto una gestazione lunga perché non è facile mescolare i generi, in questo caso il noir e il sentimentale. La nuova serie, invece, è nata di getto ed esplora i legami affettivi e, in particolare, quanto sia difficile lasciar andare una persona che si ama".

Il primo "talent" a parlare de La porta rossa è Carlo Lucarelli, che riflette sull'enorme successo della prima stagione: "Ogni tanto qualcuno scrive, a proposito de La porta rossa: Lucarelli è una penna geniale. Se volete continuare a farlo, accomodatevi, per me è un vero piacere, ma questa fiction è opera di un gruppo di sceneggiatori, e i direttori d'orchestra sono senza dubbio Sofia Assirelli e Davide Orsini, a cui dobbiamo la commistione e l'equilibrio fra thriller e problematiche esistenziali e metafisiche. Questo equilibrio, secondo me, ha creato una magia che è arrivata al cuore delle persone".
Sui nuovi episodi, lo scrittore non si sbottona più di tanto: "Non voglio anticiparvi nulla, posso solo dirvi che Cagliostro è ancora là e che tutto quello che vi sembrava definitivo alla fine della prima stagione siamo riusciti a ribaltarlo e riaprirlo". 

Qualche anticipazione su cosa vedremo a partire dal giorno prima di San Valentino la danno invece gli attori, che approfittano dell'incontro con la stampa per rivelare quanto sia stata fondamentale per ognuno di loro l'esperienza sul set de La porta rossa. Comincia Gabriella Pession, che interpreta Anna Mayer, la moglie di Leonardo Cagliostro: "Anna ha avuto un significato particolare per me perché è arrivata in un momento di maturità, i quarant'anni. Mi ha dato tanto. Ho voluto raccontarla in maniera non edulcorata. Desideravo che attraversasse questa vicenda universale in maniera vibrante, commovente silenziosa. Con Carmine abbiamo costruito scene fitte di silenzi, cosa che capita di rado in televisione. Nella seconda stagione Anna diventa mamma e, nel narrare questa sua esperienza, abbiamo cercato la verità, la sofferenza. L'altro colpo di scena dei nuovi episodi è che il mio personaggio si trova a dover agire contro la legge, proprio lei che è donna di legge".

"L'argomento della seconda stagione" - dice invece Lino Guanciale, vera e propria star della giornata - "è il rapporto con chi non c'è più ma lascia una traccia. E' un tema universale, in cui ognuno potrà riconoscersi. Se mi chiedete cosa spinga Cagliostro a restare un altro po’, mi viene da rispondervi che, al di là degli affetti, c'è la curiosità, che poi è poi è la curiosità del detective.

Prima che gli altri attori raccontino qualcosa sui loro personaggi, qualcuno chiede a Lino Guanciale se abbia pensato all'aldilà che Cagliostro esita a raggiungere in termini di Regno dei Cieli. "Io non sono un credente" - confessa l'attore - "quindi non avverto la necessità di una serie che parli a un pubblico di credenti, in realtà c'è un fronte religioso rappresentato da Don Giulio, quindi una sponda di questo tipo resta, però è bello che non ci sia un punto di vista privilegiato sulla morte, sarebbe stato discriminatorio sceglierne uno".
Poi Guanciale spiega il lavoro sul personaggio, che non ha mai identificato con un'entità astratta, qualcuno senza un corpo: "Non ho mai recitato pensando di essere un fantasma, ma una persona concreta, reale, che gli altri non sentivano e non vedevano. Non ho mai perso di vista la mia fisicità. Per Elia era importante che ne tenessi conto in ogni momento, anche se mentre giravamo si limitava a dirmi: ora appari, ora scompari".

Seduti al tavolo delle celebrity, accanto a Lino Guanciale e alla Pession, non ci sono tutti gli interpreti della fiction, ma solo i protagonisti, a cominciare da Valentina Romani, che interpreta Vanessa, e che dice: "Sicuramente troveremo Vanessa più grande e consapevole del potere che possiede perché ha avuto tempo per metabolizzarlo. Nella prima stagione era una ragazzina, qui è una giovane donna che desidera conoscersi e conoscere i limiti della propria identità".

Se Vanessa è pura e innocente, si conferma perfido l'ex vicequestore Rambelli, che ha il volto di Antonio Gerardi.
"A me Rambelli non sta simpatico" - ci tiene a precisare - "ma ho provato a dargli una chance, è un padre, e io sfido qualsiasi padre a non fare tutto il possibile per i propri figli". 

Sul destino a cui va incontro Stella Mariani ci informa invece Elena Radonicich: "La Stella che incontriamo nella seconda stagione ha subito dei cambiamenti, ha messo a posto dei tasselli, improvvisamente qualcosa non va in lei, cerca di capire come amare e si rende conto che, per riuscirci, deve lasciare andare delle cose".
Il più entusiasta del gruppo è Andrea Bosca, che impersona Jonas Sala, un altro morto che non ha varcato la porta rossa. Nella seconda stagione lo ritroviamo vivo e più vecchio di 30 anni: "Di questo progetto mi è piaciuta la passione che ha animato tutti quanti, dal regista agli sceneggiatori, dai truccatori agli attori. Mentre lavoravamo, ci guardavamo negli occhi e ci emozionavamo. Non siamo stati religiosi, come dice Lino, ma spirituali, e rock. La porta rossa è rock spirituale".

La conferenza stampa dedicata alla seconda stagione de La porta rossa si conclude con una certezza: se tutto va bene, e cioè se i 12 nuovi episodi conquisteranno il pubblico, ci sarà anche una terza stagione. Non lo esclude nemmeno Lino Guanciale, che dice: "Il materiale c'è".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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